2026
27 febbraio - 5 marzo

a cura di Antonello Negli

Astrattismo Internazionale

La mostra Astrattismo internazionale, presentata in occasione di Milano MuseoCity 2026 e curata da Antonello Negri, riunisce una selezione di nove opere astratte provenienti dalla Collezione Giuseppina Antognini. Il percorso mette in dialogo diverse tendenze dell’arte non figurativa del Novecento, mostrando come l’astrazione nasca da matrici molteplici e non segua un’unica direzione.

L’esposizione apre con la ricerca futurista di Giacomo Balla, in cui forme e colori traducono eventi reali in dinamiche geometriche. Prosegue con la radicale sintesi formale di Wassily Kandinsky, che prende spunto dalla natura per costruire composizioni svincolate dal visibile.

Accanto a lui emergono l’immaginario simbolico e biomorfico di Joan Miró e le sperimentazioni materiche di Enrico Prampolini, entrambi capaci di restituire soggetti concreti attraverso un linguaggio astratto. L’ironia poetica di Paul Klee affiora da un cavaliere sospeso tra spontaneità infantile e astrazione, al centro anche dell’approfondimento dedicato nell’ambito di “Museo Segreto”.

Il dopoguerra introduce la potenza dell’informale: i gesti rapidi ma calibrati di Hans Hartung e le esplosioni dinamiche di Georges Mathieu, vera e propria performance davanti alla tela, testimoniano una pittura dominata da energia, materia e spontaneità.

Chiude il percorso la ricerca rivoluzionaria di Lucio Fontana, che con tagli, buchi e pietre apre la superficie pittorica a nuove dimensioni fisiche e concettuali, esplorando anche il campo dell’arte monocroma.

La mostra, ospitata da Fondazione Pasquinelli, offre così una sintesi delle principali declinazioni dell’astrattismo europeo, ricostruendone la complessità e mettendo in luce l’evoluzione delle sue forme nel corso del secolo.