Immaginazioni, invenzioni, gesti: gli anni Cinquanta

Nel secondo dopoguerra, e sino ad anni Sessanta inoltrati, la scena artistica internazionale è in larga parte caratterizzata da un’interpretazione dell’astrattismo dove prevale la traduzione formale di proprie pulsioni profonde attraverso gesti, scritture automatiche, colori combinati a materiali diversi in funzione anche brutalmente espressiva. Tale tendenza accomuna artisti di diverse generazioni, qui rappresentati dai più vecchi Licini, Fontana e Hartung e dai più giovani Mathieu e Riopelle.

Licini proietta sullo spazio della tela un universo immaginario, mitico e archetipico, nel quale i suoi totem dialogano con “segni rari… alfabeti e scritture enigmatiche”; Fontana buca e taglia quello spazio alla ricerca di altre dimensioni, mentre il tedesco Hartung, il francese Mathieu e il canadese Riopelle concentrano la propria energia creativa in una pittura di gesto che vale al tempo stesso da sismografo dell’anima e rappresentazione di una naturalità diversa, nascosta ma non meno reale.

HANS HARTUNG - Composizione /1955/

LUCIO FONTANA - Concetto spaziale /1957/

OSVALDO LICINI - Angelo ribelle /1958/

LUCIO FONTANA - Concetto spaziale, attese /1959

GEORGES MATHIEU - Composizione /1960

JEAN-PAUL RIOPELLE - Losange /1964-65

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AL DI LÀ DELLA FORMA, UNA NUOVA PASSIONE. Ciclo di conferenze

Come tutte le novità, anche le ricerche artistiche che dopo la Seconda guerra mondiale si diffondono in tutto il mondo suscitano inizialmente un forte sconcerto; ma cominciano a essere oggetto del desiderio, anche in Italia, di un nuovo e più aperto collezionismo. Sarà il tema della prima conferenza.

La coincidenza dell’apertura all’Hangar Bicocca di un’importantissima mostra dedicata agli storici “ambienti” di Fontana ci darà l’occasione di seguirne vicende e vicissitudini attraverso la viva voce di una delle curatrici, Barbara Ferriani.

Saranno poi tutti da sentire sia i brani musicali, sia i brani poetici e letterari scelti rispettivamente da Ettore Borri e Andrea Kerbaker per ricordare come in quegli anni la dissoluzione della forma tradizionale non abbia riguardato soltanto le arti figurative, anzi.

1/ IL COLLEZIONISMO MILANESE NEGLI ANNI DEL BOOM
Antonello Negri, mercoledì 8 novembre 2017, ore 18.30

2/ GLI AMBIENTI SPAZIALI DI LUCIO FONTANA: STORIA E CONSERVAZIONE
Barbara Ferriani, mercoledì 15 novembre 2017, ore 18.30

3/ ALEA, GESTUALITÀ, STRUTTURA IN MUSICA: SINTESI E ANTICIPAZIONE DEGLI ANNI CINQUANTA
Ettore Borri, mercoledì 22 novembre 2017, ore 18.30

4/ ASTRATTI, ASTRATTISSIMI, QUASI DISSOLTI
Andrea Kerbaker, mercoledì 29 novembre 2017, ore 18.30

GIOCARE CON ARTE. LA SEZIONE DIDATTICA

Anche in occasione della mostra “Immaginazioni, invenzioni, gesti: gli anni Cinquanta” la sezione didattica offre, ai bambini dai 6 ai 10 anni, la possibilità di avvicinarsi all’arte del Novecento divertendosi.

Per le scuole primarie

DACCI UN TAGLIO!
Dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 11.00, oppure dalle 14.00 alle 15.30.
Visita guidata e laboratorio per capire cosa hanno in comune un angelo ribelle e un concetto spaziale: volano? E perché gli artisti bucano e tagliano le tele e tracciano dei segni che non assomigliano più alla realtà? Tutto da scoprire attraverso le opere di Osvaldo Licini, Lucio Fontana, Hans Hartung, Georges Mathieu e Jean-Paul Riopelle.

Per bambini e famiglie

FORMATI INFORMALI
Sabato 4, 11 e 25 novembre 2017 dalle 16.00 alle 17.30.
Visita guidata e laboratorio
Lucio Fontana non solo taglia la tela ma usa un formato strano; e Jean-Paul Riopelle dipinge dentro una forma che è simile a un rombo. Forse un aquilone? Ma non sono gli unici artisti a usare supporti diversi e strani: un sabato pomeriggio per capirne di più!

Immaginazioni, invenzioni, gesti: gli anni Cinquanta

Nel secondo dopoguerra, e sino ad anni Sessanta inoltrati, la scena artistica internazionale è in larga parte caratterizzata da un’interpretazione dell’astrattismo dove prevale la traduzione formale di proprie pulsioni profonde attraverso gesti, scritture automatiche, colori combinati a materiali diversi in funzione anche brutalmente espressiva.

Tale tendenza accomuna artisti di diverse generazioni, qui rappresentati dai più vecchi Licini, Fontana e Hartung e dai più giovani Mathieu e Riopelle.